Azzorre; Un giardino fiorito nel cuore dell’Atlantico

Piante fiorite di ogni specie lungo le pendici di alte coste rocciose o lungo distese di scura roccia lavica che scivola dall’entroterra verso il blu dell’Atlantico. Così appare l’Arcipelago delle Azzorre un gruppo di 9 isole vulcaniche in un braccio di mare mitigato dalla Corrente del Golfo. Eppure i primi ad approdare sulle isole dell’arcipelago riportarono resoconti di terre brulle e inospitali, con un entroterra del tutto inesplorabile. Fu proprio l’arrivo dell’uomo a modificare in maniera sensibile il paesaggio dell’arcipelago donandogli la fisionomia attuale. Le favorevoli condizioni climatiche di quest’angolo di Mondo, hanno fanno si che qualsiasi tipo di specie vegetale introdotta sia stata in grado di adattarsi generando bizzarre miscele che stupiscono oggi anche i più esperti botanici. Cosi alle Azzorre è possibile vedere convivere specie esotiche di ogni genere giunte da ogni parte del mondo, trasportate volutamente o occasionalmente dall’uomo. L’origine vulcanica dell’arcipelago si nota in maniera distinta con un incredibile numero di vulcani disseminati in ogni angolo di terra emersa e non solo. I vulcani che costituiscono l’arcipelago trovano origine dalle complesse vicende geologiche della deriva dei continenti, posizionandosi in corrispondenza di un’ampia area nel cuore dell’Atlantico dove il progressivo allontanamento dei continenti americano ed euro-asiatico, genera nuova crosta terrestre attraverso eruzioni vulcaniche sottomarine ed aeree.

In un così complesso mosaico di ambienti, oggi le Azzorre colpiscono non tanto per le prorompenti e visibili dinamiche del nostro pianeta, ma per la loro rigogliosa vegetazione, lussureggiante e variopinta che rende i numerosi belvedere panoramici degli autentici quadri d’autore. Verdissimi coni vulcanici allineati secondo uno sviluppo geometrico determinato dalla deriva dei continenti che lasciano il posto ad ampie caldere ricoperte da fitti boschi al cui interno vivono laghi di acque dolci dal colore smeraldo o azzurro intenso, il tutto sullo sfondo blu dell’Oceano.

Non tutte le isole però hanno nel verde dei prati e nei policromi colori delle fioriture di ortensie il loro segno distintivo, come è per l’isola di Pico nel gruppo delle isole centrali, che con la sua vetta del Monte Pico che supera di 2300 metri di quota è il rilievo più alto di tutto il Portogallo. L’isola di Pico si distingue nettamente dalle altre, oltre che per la forme del suo profilo impreziosito della culminazione dell’omonimo vulcano, anche dal colore delle sue terre; un canovaccio di sfumature di grigio che terminano nel nero più intenso delle colate laviche che discendono dalle pendici del vulcano fino a tuffarsi in mare. A Pico la vegetazione sta iniziando la sua corsa alla colonizzazione con le sue specie pioniere come l’erica azorica, che a queste latitudini, riesce in imprese assolutamente uniche nel loro genere conquistando anche le più rocciose pareti strapiombanti arse dal sole. A motivare questa scarsa vegetazione dell’isola di Pico la sua giovinezza se confrontata con le restanti isole dell’arcipelago.

Per conoscere a fondo le Azzorre oltre alla spettacolare isola di Pico con i suoi vigneti, non si possono tralasciare le coloratissime isole di Sao Miguel impreziosita dai grandi laghi come Sete Cidades e dalle attività geotermiche di Furnas che le conferiscono una spiccata connotazione di isola vulcanica attiva, così come la piccola Terceira che offre uno spettacolo quasi unico al mondo, Algar do Carvao dove è possibile discendere all’interno di un condotto vulcanico per un’esperienza in grado di togliere il fiato anche ad un geologo, l’isola di Faial luogo culto per i velisti che vogliono sfidare l’Atlantico e raggiungere le coste delle Americhe. Un arcipelago con molte cose da scoprire, dove il rapporto tra uomo e natura non si manifesta in maniera conflittuale, ma armonioso e coinvolgente, luoghi dove le ricchezze della terra sono gelosamente preservate e gestite al lento ritmo scandito dai vulcani sempre attenti a regolare le dinamiche di questo angolo verde nel cuore dell’Atlantico.

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